Il coraggio oltre il dovere: un’epopea scritta tra le fiamme e il silenzio
Ci sono pagine della nostra storia che rischiano di rimanere confinate nell’ombra, custodite solo dal ricordo privato dei pochissimi testimoni rimasti. Il saggio di Michele Sforza, “I Vigili del Fuoco di Torino nella Resistenza”, nasce proprio dal profondo imperativo morale di restituire voce, dignità e volto a un gruppo di eroi normali che, nel momento più buio dell’occupazione nazi-fascista, scelsero di non restare a guardare.
Il volume – edito dalla Sezione ANPI dei Vigili del Fuoco di Torino “Pensiero Stringa”, con il prezioso contributo dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco (Sezione di Torino), dell’Associazione Per la Storia dei VVF di Torino e di Pompieri Senza Frontiere – ripercorre gli anni cruciali dell’83° Comando, colmando un grave vuoto documentale.
Come ricorda l’autore, la ricostruzione di queste vicende ha incontrato ostacoli enormi: per motivi di vitale sicurezza, durante i venti mesi di occupazione i vigili partigiani non lasciarono nulla di scritto che potesse compromettere le loro azioni o svelare la loro rete clandestina. Questo testo è dunque il frutto di un paziente e rigoroso lavoro di incrocio dati tra l’Archivio Storico del Comando di Torino, i registri dell’ISTORETO (Istituto Piemontese Per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea) e preziose memorie orali.
Una “strana alchimia” tra macerie e cospirazione
Mentre il cielo della capitale sabauda si incendiava sotto il peso dei bombardamenti e le strade diventavano teatro di una lotta civile senza quartiere, gli uomini del Corpo si ritrovarono a vivere una doppia vita. Divisi di giorno tra le macerie di una città ferita e di notte tra le file della Resistenza, i “pompieri” torinesi diventarono il filo conduttore che tenne unita una comunità altrimenti destinata al collasso.
Nasce così quella che la copertina definisce splendidamente una “strana alchimia” tutta italiana: un legame profondo in cui il dovere supremo verso il prossimo seppe superare ogni contrapposizione politica. Il libro mostra come le caserme si trasformarono in veri e propri centri di cospirazione clandestina e snodi logistici fondamentali. Sfruttando i permessi di circolazione dei mezzi di soccorso, i vigili-partigiani trasportavano armi e messaggi, offrivano copertura a ebrei e prigionieri alleati, rifornivano le formazioni in montagna e compivano, al contempo, sabotaggi strategici invisibili per salvare le infrastrutture cittadine.
Il tributo di sangue e la sfilata della Liberazione
Il cuore pulsante del libro risiede nella memoria biografica e nel ricordo del prezzo altissimo pagato dal Comando. Sforza scava nelle singole esistenze, restituendo i dettagli di un’epica della normalità: dalla tragica fine di giovani come Giuseppe Gibellino – vigile-partigiano caduto il 27 aprile 1945 durante la battaglia per la presa della famigerata caserma di Via Asti (a cui è dedicata la lapide in copertina) – fino ai drammatici destini dei distaccamenti della provincia.
Il volume si configura come un tributo necessario ai trentasette nomi scanditi nel cortile di Porta Palazzo, caduti per la libertà. Ma accanto al dolore, il saggio ricostruisce anche il momento del riscatto: i giorni dell’insurrezione e, infine, il 6 maggio del 1945, la solenne e commovente sfilata della Liberazione in Piazza Vittorio Veneto, momento simbolo di una città che tornava finalmente a respirare.
Perché leggerlo e consigliarlo
Arricchito dallo sguardo sensibile dell’obiettivo fotografico del vigile Domenico Scrigna, le cui immagini d’epoca punteggiano la narrazione, il lavoro di Michele Sforza è privo di retorica monumentale ma denso di profonda partecipazione umana. Ci offre la cronaca straordinaria di una generazione di uomini che, muovendosi tra le macerie della guerra, ha saputo gettare le fondamenta della nostra libertà.
- Agli appassionati di storia del Novecento: per scoprire il volto clandestino di Torino durante la guerra.
- A chiunque voglia comprendere: come la solidarietà e il senso civico possano diventare la più alta forma di resistenza.
- Ai giovani Vigili del Fuoco in servizio: perché conoscano le radici e le motivazioni per le quali il Comando di Torino, unico in Italia, è insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile per l’attività svolta nella Resistenza.
Come ricevere una copia del libro
Trattandosi di una pubblicazione istituzionale, curata e realizzata direttamente dalla Sezione ANPI dei Vigili del Fuoco di Torino “Pensiero Stringa”, il volume non ha scopo di lucro e non è disponibile attraverso i normali canali commerciali.
Il libro viene distribuito a soci, sostenitori e amici a fronte di un’erogazione liberale a sostegno delle attività istituzionali dell’associazione e a copertura delle spese vive, secondo le seguenti modalità:
- Ritiro di persona: A fronte di un’erogazione liberale consigliata a partire da 10,00 €, direttamente presso la sede della Sezione ANPI (ospitata presso la Sezione ANVVF di Torino).
- Spedizione a domicilio: Inviato tramite posta a fronte di un’ulteriore erogazione liberale minima di 3,00 € a copertura delle spese di spedizione.
Modalità di richiesta
Per richiedere la tua copia, contatta la Sezione ANPI “Pensiero Stringa” di Torino tramite: Email: anpi.vigilfuocotorino@gmail.com
Nella richiesta ricordati di indicare chiaramente:
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Dati per il contributo
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