Mercoledì 1° aprile, presso il Sacrario del Martinetto, la città di Torino si è stretta nel ricordo dei partigiani e degli oppositori politici caduti sotto il fuoco nazifascista. Un momento di raccoglimento profondo per onorare chi ha sacrificato la vita per la democrazia.

Tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, il poligono di tiro del Martinetto fu teatro di una delle pagine più drammatiche della storia cittadina: qui i fascisti repubblichini fucilarono oltre 60 partigiani e dissidenti. Il sito è diventato il simbolo della Resistenza piemontese, indelebilmente segnato dall’eccidio del 5 aprile 1944, quando vennero giustiziati otto componenti del primo Comitato Militare Regionale Piemontese (CMRP).

Alla cerimonia hanno preso parte le massime autorità civili e militari, accanto a numerose associazioni d’arma e di volontariato. Tra i presenti, hanno spiccato le sezioni dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco (ANVVF) di Torino e dell’ANPI “Pensiero Stringa” (Vigili del Fuoco), oltre a una folta delegazione di cittadini e studenti, a testimonianza di una memoria che si tramanda tra le generazioni.

In un’epoca segnata da conflitti che tornano a lambire i confini dell’Europa e da un dibattito pubblico sempre più polarizzato, il Sindaco Stefano Lo Russo ha lanciato un monito necessario:

«Oggi c’è la tentazione di chiudersi in se stessi. Ma è proprio in queste fasi che può crescere l’indifferenza, ed è da quel vuoto che possono nascere le peggiori derive autoritarie.»

Le celebrazioni al Martinetto non sono quindi solo un esercizio di memoria, ma un richiamo costante al dovere civile: la libertà va difesa e alimentata ogni giorno, poiché non può mai essere considerata un traguardo scontato.

Associazione Nazionale Vigili del Fuoco – CN

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