Carissimi amici e colleghi, il 10/13 settembre prossimi, ricorre il 25° anniversario del Raduno Nazionale di Rimini del 1992, nell’ambito del quale si tenne la prima Assemblea Costituente che deliberò per unanime volontà dei circa 200 colleghi presenti, di avviare il necessario iter per la nascita della nostra “Associazione Nazionale Vigili del Fuoco” ed elesse i primi “Organismi Nazionali Provvisori” i quali si misero immediatamente al lavoro per elaborare un primo Statuto e Regolamento Nazionali, che saranno poi approvati l’anno successivo nell’Assemblea del 22 e 23 settembre 1993 a Tirrenia e diverranno, dopo alcune varianti apportate, definitivi nel 1994 a Castrocaro Terme.

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Prot. n. 202 del 20/11/2016

VERBALE COORDINAMENTO E. S. – ROMA 17 NOVEMBRE 2016

In data odierna alle ore 09.30 presso la Sede della Segreteria Nazionale di Via Sorianello 1 Roma si da inizio alla riunione del 1° Coordinamento del settore “Memoria Storica” per discutere gli argomenti del seguente ordine del giorno:

  • Valutazione delle risposte nel questionario Eredità Storiche
  • Tracciare una prima ipotesi di rete organizzativa che sappia coinvolgere l’intero territorio nazionale identificando nel nuovo “Coordinamento Nazionale Eredità Storiche” la propria struttura di riferimento
  • Individuazione di alcuni obiettivi da poter raggiungere nel breve e medio periodo

Sono presenti i Sig.ri: Fochi Maurizio, Genco Vitantonio, Marchionne Enrico, Audenino Silvano, Gioacchini Claudio, Taranto Ciro, Citarda Giuseppe, Valloni Danilo, Alongi Benedetto, Bruscha Raffaele, Baldoni Massimo, Ulisse Bruno. Vengono quindi esposti e dibattuti gli argomenti, secondo l’ordine del giorno sopra esposto:

Per il punto uno: i responsabili di settore, tenuto conto del significativo numero di riscontri pervenuti, tramite il questionario di indagine conoscitiva precedentemente inviato alle Sezioni, illustrano ai presenti la situazione in essere, dal quale emerge quanto segue:

Viene evidenziata una buona distribuzione sull’intero territorio Nazionale di Soci appassionati dell’argomento. Si evidenzia inoltre, da parte degli stessi, una grande attenzione e sensibilità alla raccolta delle varie testimonianze storiche ed in particolare del materiale cartaceo e mediatico; vi sono in merito encomiabili eccellenze. Purtroppo spesso queste attività sono condotte in maniera autonoma e/o isolata e le iniziative divulgative rimangono perlopiù confinate all’interno della zona territoriale della Sezione stessa, così che il lavoro compiuto non sempre risulta adeguatamente conosciuto e valorizzato.

Punti critici riguardano gli aspetti collaborativi con i Comandi, che di sovente tendono a non dare importanza a materiali “vecchi” ma ricchi di storia, non disponendo in generale di personale preposto a tale compito di tutela, con il risultato che molti materiali sono dimenticati all’interno di angusti spazi (se va bene), a volte spariscono, oppure vengono mandati allo smaltimento.

Proprio la disponibilità degli spazi risulta essere di ulteriore ostacolo, frenando di fatto le possibili iniziative che l’ANVVF potrebbe mettere in campo. Esistono pertanto notevoli possibilità di crescita operativa in tale senso, ed esperienze progettuali da divulgare ed insieme elaborare, come ad esempio quella pensata dalla Sezione di Grosseto che con l’utilizzo di container opportunamente adattati vuole ricavarne una piccola sede espositiva.

 

Per il punto due, considerato che in questo 1° incontro sono rappresentate le zone del nord, centro, sud ed isole, si ritiene possibile sancire la nascita del primo nucleo di “Coordinamento Nazionale Eredita Storiche” delegando ai presenti la funzione di “Coordinatori d’Area”. Il nascente organismo potrà nel caso essere implementato con successivi opportuni inserimenti.

Pertanto il Coordinamento Nazionale Eredità Storiche (C.N.E.S.), con l’assenso degli interessati, risulta così costituito:

Responsabili di settore – Fochi Maurizio, Genco Vitantonio e Marchionne Enrico

Coordinatore Area Nord –              Audenino Silvano

Coordinatore Area Centro –            Gioacchini Claudio

Coordinatore Area   Sud –               Taranto Ciro

Coordinatore AreaIsole –                Citarda Giuseppe

Delegati nei rapporti con il Corpo Naz. VV.F. Marchionne Enrico e Valloni Danilo

Ai referenti, Coordinatori e Responsabili sono demandati i seguenti compiti:

Approfondire ed individuare le disponibilità locali creando una rete di rapporti che parta dai “referenti provinciali”, i quali possano trovare interfaccia nei “Coordinatori di Area” che a loro volta formano il C.N.E.S. Dovrà essere essenziale ricercare percorsi utili ad incentivare e motivare i soci nel sviluppare la crescita operativa del settore, anche attraverso lo sviluppo di sinergie territoriali limitrofe. Nel caso si potrà implementare il C.N.E.S. in base alle necessità per saper

fornire, per quanto possibile, le prime risposte ai più semplici e risolvibili problemi.

Per il terzo punto, una volta fissata la struttura organizzativa del settore, si ritiene indispensabile individuare alcuni obiettivi da raggiungere nel breve periodo:

Utilizzando i dati raccolti (in particolare foto e filmati) si potrà da subito, organizzare interventi in ambito culturale, nei centri sociali, nelle scuole ed in questi diversi contesti andare a far conoscere le storie dei Pompieri, affermando quanto questi racconti siano intrinseci al contesto storico generale.

Ognuno nel proprio ambito, per quanto riguarda l’organizzazione di manifestazioni, dovrà cercare di definire calendari concordati, per evitare sovrapposizioni o spreco di risorse e denaro.

Sarà inoltre fondamentale sollecitare l’emanazione di disposizioni utili ad impedire, nei Comandi, la dispersione di materiali e testimonianze, favorendone la conservazione in presidi museali esistenti e/o in allestimento. Bisognerà anche cominciare a catalogare i mezzi e materiali.

Dovranno inoltre essere raccolte, con modalità specifiche, sulla traccia indicata dal documentario “I Ricordi e la Memoria” oppure la pubblicazione “La scala romana dei Pompieri di Spoleto”, testimonianze dirette di colleghi, sia in forma scritta che in registrazioni audiovisive. Queste memorie saranno utili a costituire un archivio dal valore unico, piuttosto che questi racconti vadano sempre più nel tempo inesorabilmente perduti. Questo archivio, continuando ad arricchirsi negli anni, potrà rappresentare la più articolata espressione del passato nelle diverse realtà Nazionali dei VV.F.

 

Per quanto riguarda gli obiettivi a medio termine sicuramente il più importante sarà quello di arrivare a stipulare una Convenzione Nazionale tra: ANVVF, eventuali realtà a gestione autonoma o privata impegnate nella tutela del patrimonio storico dei VV.F. e Dipartimento dei VV.F.

Questa Convenzione dovrà omogeneizzare gli sforzi compiuti per mantenere viva la Memoria Storica dei VV.F., un grosso lavoro sin qui svolto in un modo disorganico che non ha ancora sufficientemente saputo cogliere le sinergie necessarie per sviluppare un unico “Polo Museale dei Vigili del Fuoco” articolato sull’intera penisola nell’ottica di saper esaltare le peculiarità locali.

Unendo gli sforzi e le potenzialità ancora inespresse dell’ ANVVF a quelle dell’intero Dipartimento dei Vigili del Fuoco , insieme alle altre realtà che stanno muovendosi in modo autonomo, si dovrà stabilire metodi di lavoro comune, la creazione di un’unica e condivisa banca dati che rappresenti “la Memoria Storica Nazionale dei Vigili del Fuoco”.

La creazione di un “Patrimonio Condiviso”, rispetto a tutto ciò che sino ad ora è stato rappresentato dalla parcellizzazione di straordinarie risorse gestite in modo scollegato, potrà portare ad una maggior valorizzazione di questi beni, tenendoli comunque legati al proprio territorio ed alla propria storia. Nondimeno, sempre in una logica di medio/lungo termine, si potranno progettare “Grandi Mostre” (anche itineranti) su contenuti propri del mondo Pompieristico sempre riunendo (per tempi definiti) i diversi materiali (es. si potrebbe organizzare una grande mostra dei mezzi, materiali, documentazioni, immagini, riguardanti i corpi dei Civici Pompieri nell’arco che va dalla loro nascita alla creazione del Corpo Nazionale VV.F.)

Conclusioni: Si ritiene improcrastinabile intraprendere per la nostra Associazione un ambizioso percorso, mai tentato prima, per riuscire a costituire un organismo che sia in grado di strutturare in ambito Nazionale il patrimonio sociale e storico dei Vigili del Fuoco, rappresentando un obbiettivo di grande crescita culturale per la nostra Associazione che sappia esaltare ed incentivare l’opera di Volontariato dei propri Soci in un modo che possa farli sentire ancora e sempre più parte viva all’interno del Corpo Nazionale.  

Non avendo ulteriori argomenti in discussione alle ore 12.30 la seduta veniva chiusa.

Roma, lì 17/11/2016

F.to

Il Segretario Verbalizzante

Vitantonio Genco

Il responsabile settore E.S

Maurizio Fochi

Il V. Presidente Nazionale                                                        

Enrico Marchionne

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Venerdì 14 ottobre nella Sala Convegni della Fondazione Comunità Mantovana Onlus presso la sede di Confindustria in via Portazzolo 9 Mantova è stato per la prima volta presentato il documentario  “I Ricordi e la Memoria ”, un filmato di 45 minuti prodotto dalla nostra Associazione attraverso il settore “Eredità Storiche”. Nonostante le pessime condizioni meteorologiche, con una forte pioggia battente dall’intera giornata, la presentazione ha avuto una buona partecipazione di pubblico ed il documentario ha riscosso un grande successo, suscitando non poche emozione.

Il filmato è costruito sui racconti di 4 ottantenni le cui vite sono strettamente legate alla storia dei Vigili del Fuoco, tre sono vecchi Pompieri, il quarto è figlio del primo Comandante dei VV.F. di Mantova (1929 -1945). Le eccezionali immagini, pescate a piene mani nei vari archivi fotografici, riguardano il grande raduno dei Pompieri del 1933, il periodo bellico con i devastanti bombardamenti che hanno colpito Mantova, la piena del 1951, le grandi catastrofi nazionali, la vita nella vecchia caserma in via Grioli così come era allora, il tutto corredato dagli articoli dei giornali dell’epoca.

Si illustra l’evolversi dei tempi, la trasformazione del Corpo dei Pompieri da Municipale a Nazionale, il cambiamento delle città, si racconta quanto fosse diversa la vita dei ventenni di allora rispetto ai giorni nostri, e le condizioni di povertà nel dopoguerra, comunque vissute in un ambiente più carico  di rapporti umani. Il punto di osservazione del Vigile del Fuoco diventa così un punto privilegiato per poter quindi parlare dei tanti eventi succedutisi e considerare quanto siamo cambiati in così pochi decenni.

Il documentario è stato realizzato con tecniche professionali e può essere proiettato anche in sale cinematografiche per meglio apprezzarne la qualità; sarà inoltre duplicato in formato DVD e distribuito ai vari responsabili provinciali del settore “Eredità Storiche”; quei referenti che dovranno scaturire dal questionario inviato recentemente ad ogni Presidente di Sezione, Coordinatore Regionale, Consigliere Nazionale. L’obiettivo è quello di dare a questa area un coordinamento utile per supportare ed omogeneizzare tutte le varie attività sparse sul territorio riguardanti la memoria storica. La realizzazione di questo video ha inoltre il fine di stimolare la creazione di altri lavori analoghi, sviluppando la raccolta (fatta anche con mezzi poveri) delle più disparate testimonianze del passato, tracce ancora presenti sul territorio, ma che col passare del tempo stanno inesorabilmente perdendosi. L’attività di “Eredità Storiche” non vuole quindi focalizzare l’attenzione solo sul recupero di mezzi e materiali ma anche sulla possibilità di immagazzinare immagini, racconti, documenti, storie di Pompieri che si intrecciano fatalmente con la vita di tanti altri cittadini e nello stesso tempo formano la coscienza del territorio di appartenenza.

Questo filmato (così come gli eventuali altri simili) potrà essere portato in visione nelle scuole, così da poter affrontare con insegnanti e studenti la conoscenza su quei fatti storici, altresì come nei circoli o centri sociali in presenza di anziani che hanno realmente vissuto i difficili momenti della guerra o le gravi sciagure narrate. Attraverso questi incontri, confrontando le varie esperienze, sarà possibile favorire ulteriormente l’accrescimento dei Ricordi nella condivisione di una più ampia e comune Memoria del passato. Perché di fronte ai più drammatici eventi o all’evolversi dei tempi credo non possa esistere un miglior testimone del VIGILE del FUOCO.

L’ideatore e realizzatore del documentario Maurizio Fochi

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L’Associazione per la Storia dei Vigili del Fuoco – APSVVF - ha raccolto mezzi storici, dispositivi di protezione individuale, attrezzature e reperti in dotazione ai vigili del fuoco nel periodo dal 1890 circa ad oggi.

Fregi, picozzini, alcuni cimeli e altro materiale, tra cui spiccano alcuni elmetti, reperto storico dei civici pompieri di Torino in crescente evoluzione, storia e orgoglio del 83° Corpo dei Vigili del Fuoco di Torino e già Civici Pompieri, sono custoditi e conservati presso la Sezione A.N.V.V.F. di Torino, nell’aula didattica, in apposite teche.

Il periodo in uso di questi elmetti, va dal 1890 al 1938 circa.

Dal 1992 opera in Torino l’Associazione per la Storia dei Vigili del Fuoco, (A.P.S.VV.F.) un organismo nato dall’impegno di alcune persone che avvalendosi del fondamentale apporto del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino e della nostra Associazione, ha potuto, nel corso di questi anni, operare fattivamente potendo così annoverare una ricca attività.
L’APSVVF ha investito volontariamente, da qualche tempo, ogni energia disponibile, accompagnata da una forte passione per la storia dei Vigili del Fuoco.
In questi primi anni sono stati recuperati molti mezzi antincendi di cui alcuni restaurati e altri in via di restauro, numerosi documenti d’importante valore storico: fotografie, filmati, oggetti, attrezzature; sono stati promossi convegni e conferenze sul tema storico.

E’ stato avviato un programma di recupero di testimonianze scritte o registrate di anziani pompieri e di persone vicine ai Vigili del Fuoco.
Sono stati pubblicati diversi testi sulla storia dei Vigili del Fuoco dal medioevo ai nostri giorni e sulla loro attività istituzionale.

Le finalità dell’APSVVF sono quelle di salvare e custodire il più possibile la nostra memoria storica per ricordare che l’Italia è un paese dalle antiche tradizioni pompieristiche e creare un Museo Storico dei Vigili del Fuoco in grado di dare una giusta valorizzazione ai materiali esposti, consegnando alle nuove generazioni una preziosa testimonianza.

A.N.V.V.F.

Sezione di Torino

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da 25 anni presenta i suoi gioielli nella più grande esposizione permanente di mezzi, materiali e documenti riguardanti la storia dei Vigili del Fuoco

Nel prossimo anno il Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco di Mantova compirà il suo primo quarto di secolo. Sono ormai già passati 25 anni dalla creazione di questa Galleria Storica, una sorta di miracolo, per come in una piccola città di provincia, sede di un Comando VV.F. in cronica ed insanabile carenza d’organico, sia stato possibile realizzare e mantenere viva quella che si attesta come la più importante e completa realtà museale dei Vigili del Fuoco in ambito Nazionale, una esposizione permanente che nel suo specifico è da ritenersi tra le più prestigiose anche a livello internazionale.

Questa straordinaria avventura trova forma nel 1991, anno in cui il Corpo Nazionale dei VV.F. celebra il 50° anniversario della propria nascita,quando a Mantova da alcuni anni è comandante l’ingegner Nicola Colangelo il vero artefice di questo prodigio. Uomo nato e cresciuto tra i muri delle Caserme dei Pompieri; il padre Eduardo rimane uno tra gli indimenticati Comandanti nei primi anni della nascita del Corpo,diventato poi Comandante Generale del Corpo Nazionale negli anni 60. Per Nicola forse più dell’importanza del cognome che porta è l’educazione e la formazione culturale forgiata nell’ambito delle migliori tradizioni Pompieristiche ad alimentare la smisurata passione che da sempre rende viva la fiamma dei Vigili del fuoco nella sua mente ma soprattutto nel cuore. Non è certo il vivere in una piccola realtà di provincia, quale quella Mantovana, che pone limiti alle proprie ambizioni; grazie alla buona organizzazione del Comando, il buon amalgama di un personale appassionato del proprio lavoro e delle proprie tradizioni, un ottimo gruppo di Pompieri che all’occorrenza sanno trasformarsi anche in abili artigiani, sempre pronti nel far funzionare i vari laboratori sia in Centrale che nei Distaccamenti. Tutto ciò è alla base di una condizione ideale per chi non vuole porsi limiti nel pensare in grande e progettare imprese difficili anche per i più grandi ed autorevoli Comandi, sempre più frenati nel dover ottemperare a nuove ed ancor più pedisseque pratiche burocratiche.

A Mantova, in celebrazione del cinquantenario della nascita del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il 22 settembre del 1991 venne realizzata la più spettacolare tra le grandi manifestazioni tenute in ambito nazionale; in piazza Sordello, la piazza più grande e ricca di storia della città, venne eretto un castello di manovra di ben 5 piani all’ombra di quella che fu la reggia dei Gonzaga.

Quel giorno furono eseguite tutte le prove tradizionalmente in programma nei saggi delle SCA di Capannelle (ogni sorta di scala, di funi, di salti nei teli ecc.) , inoltre come epilogo: la simulazione dell’intervento di più squadre nello spegnimento di incendi, in un susseguirsi di scoppi, causati dai bombardamenti aerei. Il tutto venne realizzato con divise e mezzi d’epoca perfettamente funzionanti , nello stesso modo di come poteva avvenire durante la seconda guerra mondiale, in quelli che erano i primi anni del Corpo Nazionale dei VV.F..

Per questa occasione, quindi, una discreta parte di mezzi storici era già stata recuperata e resa efficiente. Il maggior artefice del lavoro di recupero fu Bruno Benfatti il braccio operativo dell’ing. Colangelo, un uomo che conosceva ogni segreto di quei vecchi mezzi e che era ancora in grado di far cantare quei motori come nei loro giorni migliori. Da parte dei due, qualche anno prima, era cominciata a 360° una accurata ricerca di tutto il materiale Pompieristico in disuso, mezzi ed attrezzature divenute logore, rimaste a marcire nei Comandi, spesso rottamate o perse. L’ appassionante lavoro di ricerca ed il significativo rapporto d’amicizia che andava sempre più cementandosi tra i due, portava Colangelo e Benfatti a scovare e raccogliere in ogni angolo d’Italia materiale destinato ad andare smarrito, distrutto o nel migliore dei casi affidato a rottamai o privati collezionisti. Catorci arrugginiti dal tempo, in seguito ad un accurato lavoro, ritrovavano l’antico splendore, motori ormai fermi da anni riacquistavano il vecchio ruggito, ottoni anneriti tornavano a splendere, mentre le ferite che il tempo aveva inferto alle parti lignee ricevevano le necessarie cure da parte chi in giovane età, prima di diventare Pompiere, aveva conosciuto la “bottega artigiana” ed era ancora padrone nell’arte del fare. Non facevano mancare il loro aiuto alcune aziende della zona e qualche privato mettendo a disposizione utili risorse per il recupero dei vari materiali.

Questa encomiabile opera ha permesso di poter salvare dall’oblio molti di quei gioielli che oggi splendono all’interno della Galleria Storica.

Grazie alla disponibilità ed all’instancabile lavoro del personale del Comando di Mantova, dei molti vigili che hanno transitato in quegli anni in queste sedi, fu possibile allestire la più completa raccolta di materiale VV.F. che fosse mai stata realizzata.

Nel momento in cui si profilò quindi la necessità di trovare il luogo adeguato per dar dimora a tutto quel considerevole materiale accumulato, grazie all’interessamento dell’allora sindaco di Mantova Sergio Genovesi, venne individuata l’attuale sede, appendice della reggia Gonzaghesca in quella che allora si chiamava piazza Arche, in seguito intitolata “Largo Vigili del Fuoco”.

L’ edificio era un vecchio stabile demaniale , una parte di questo era anticamente stato impiegato per le rinomate scuderie ducali dei Gonzaga prima, e Maria Teresa d’Austria poi (ancora oggi ne è riconoscibile l’impronta); l’altra ala più alta e spaziosa, ospitava originariamente il Teatro Vecchio, luogo deputato alla rappresentazione di commedie popolari, andato distrutto nell’attacco dei francesi nel 1797; negli anni successivi la struttura trovava i più disparati utilizzi.

A quel punto c’era tutto quanto necessario per far nascere il “ Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco”. Nel giro di qualche mese la struttura assunse l’aspetto pressoché attuale; ma questo grande successo non significava certo lasciare incompiuta l’opera di ricerca e recupero di mezzi ed attrezzature, cosa che ancora oggi continua, nonostante gli spazi siano diventati ormai insufficienti.

Per garantire la necessaria autonomia operativa nei confronti del Corpo e rispetto alle altre istituzioni, venne creata una Associazione con un suo statuto, i propri responsabili, l’iscrizione all’albo delle OdV e quindi da considerare come ONLUS. In seguito questa volontà di autonomia è stata ribadita in più occasioni anche rispetto alla nostra ANVVF dando la possibilità di gestire le varie attività ed il proprio bilancio in modo indipendente, anche se accade quasi sempre che: Comando, Associazione Storica, Associazione Nazionale collaborino strettamente per ogni manifestazione che viene presentata a Mantova. Questa scelta organizzativa, inoltre, non comporta l’affiliazione automatica degli iscritti alle due Organizzazioni, ma bensì la consapevolezza da parte di ogni socio, di voler appartenere ad una o entrambe di esse.

Questa è stata sicuramente una scelta felice, perché tra le due Associazioni mai è avvenuto il minimo screzio, le manifestazioni, organizzate insieme con successo, hanno sempre garantito qualitativamente un alto livello e la decisione presa da quasi tutti gli iscritti è stata quella di appartenere ad entrambi i sodalizi.

In questi 25 anni il Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco è vissuto pressoché interamente di solidarietà e volontariato, in primo luogo da parte dei vari Pompieri in quiescenza che ne garantiscono in modo encomiabile ed a titolo gratuito, la pulizia, la manutenzione dei mezzi e la puntuale apertura al pubblico nei fine settimana. Negli altri giorni, su richiesta,il Museo viene aperto alle diverse scuole ed ai vari gruppi provenienti dalla provincia e da ogni parte d’Italia. Le visite in un anno si attestano attorno alle 50.000 presenze, con un target che spazia dagli occasionali turisti in visita a Mantova che felicemente scoprono questo singolare Museo, ad un numero maggiore di appassionati della materia, che conoscendo il Museo solo grazie al web possono finalmente farvi visita. La parte più consistente di ospiti arriva dalle diverse regioni d’Italia, ma anche il numero di stranieri è considerevole, con appassionati e Vigili del Fuoco che giungono da ogni parte del mondo. E’ stata fatta la scelta di non far pagare un biglietto di entrata per non limitare gli ingressi del pubblico e cercare di stimolare la curiosità dei cittadini nel conoscere la storia dei Pompieri e di tutto quanto veniva fatto in passato per fronteggiare il pericolo del fuoco. E’ il cittadino a fine visita che, se vuole, decide di dare un contributo per il mantenimento di questa realtà, una struttura che non pesa economicamente sulle casse del Dipartimento, del Corpo VV.F. ed Amministrazioni Pubbliche.

In questo periodo di ristrettezze economiche è obiettivamente difficile pensare che dal Dipartimento o dagli Enti Locali possano partire consistenti finanziamenti volti ad ampliare e migliorare l’offerta espositiva, nonostante però siano ancora tante le potenzialità di sviluppo offerte dal posto; c’è la possibilità di recuperare l’intero piano superiore, completamente abbandonato da decenni , l’adiacente torre di Sant’Alò del 1370 e sono ancora numerosi i diversi mezzi in attesa di restauro. Le possibilità per arricchire la proposta sono ancora molteplici e sostanziose, sarebbe splendido poter programmare nel tempo, sulla base di alcuni lotti di finanziamento mirato, piani di ampliamento ed aggiornamento dell’offerta espositiva.

Il Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco essenzialmente non vuole proporsi come luogo dove si sedimenta la “polvere del tempo” ma come uno spazio vivo, sempre pronto ad accogliere ed a fondersi nelle diverse importanti manifestazioni che si svolgono a Mantova. Sono tante le iniziative in questi anni passate tra il cortile e le mura della Galleria Storica: incontri culturali, convegni, celebrazioni storiche, raduni d’auto d’epoca, motoraduni, attività per bambini, incontri conviviali, ritrovi tra varie componenti Pompieristiche nell’ambito Nazionale ed Internazionale, in un caleidoscopio formato dai più diversi appuntamenti.

Uno dei prossimi obiettivi potrebbe essere quello di dotare la struttura in modo ancor più adeguato alle visite delle scolaresche, con presidi didattici permanenti pensati per la conduzione di attività di tipo psicomotorio o di tipo formativo, con l’intento di sensibilizzare i ragazzi rispetto alle diverse tematiche della sicurezza. Sarebbe interessante dotare la Galleria dei VV.F. di un “impianto” del tipo “Casa Sicura” sperimentato a Pistoia, oppure, come avviene in alcuni grandi e moderni Musei internazionali, allestire punti attrezzati dove si possano organizzare, per gli studenti, elementari dimostrazioni pratiche sui basilari principi legati alla fisica e chimica del fuoco.

Aldilà delle diverse attività sin qui svolte all’interno della sede del Museo, inoltre, non sono poche le occasioni in cui i propri mezzi diventano i principali protagonisti nelle manifestazioni e raduni Pompieristici organizzati su tutto il territorio nazionale.

Purtroppo in questi 25 anni alcuni degli interpreti di questo miracolo (a cominciare da Bruno Benfatti) sono venuti a mancare. La disponibilità dei singoli, soprattutto i protagonisti della fase iniziale , comincia a ridursi anche a causa dell’innalzamento dell’età. Diventa pertanto fondamentale il saper coinvolgere le nuove generazioni di Pompieri ed appassionati in questa opera di volontariato, nel ricambio di uomini impegnati in questa indispensabile attività di tutela delle diverse testimonianze storiche, un patrimonio che non può assolutamente andare disperso. E’ pertanto necessaria una fusione intergenerazionale di persone che abbiano a cuore la propria storia, nella coscienza delle fatiche e sacrifici dei tanti che li hanno preceduti e nella consapevolezza che una corretta lettura del passato è la base essenziale per la costruzione di un migliore futuro.

Le nuove generazioni sono forse più attratte dalle imprese dei vari Fire Departments stranieri che affollano i vari social network anziché dei racconti epici, dei successi e sacrifici fatti da quei vecchi Pompieri che hanno fatto la storia del nostro Corpo Nazionale. Storie di gente abituata a lavorare sempre nella ristrettezza di mezzi, attrezzature e uomini. Forse anche per questo bisogna saper trovare il modo efficace per rendere sempre più moderna ed attuale la condivisione dell’enorme fardello di esperienze tramandataci dal passato. Fortunatamente non è comunque raro scoprire sul web anche molti filmati d’epoca: testimonianze dei Corpi di Civici Pompieri del primo 900 o degli anni iniziali del Corpo Nazionale dei VV.F., questo dimostra che l’attenzione e la passione per il “mestiere più bello del mondo” è sempre viva e coinvolge ancora tanta gente. Risulta pertanto compito fondamentale per Associazioni quali la nostra mettere a disposizione sinergicamente le proprie forze nel creare una rete di esperienze sempre più completa, che stimoli lo scambio di conoscenze, sappia raccogliere ed unificare le diverse “Eredità Storiche” utili per scolpire nel tempo i propri valori e le proprie tradizioni.

Una raccolta di mezzi e materiali che non trova eguali per la sua completezza

La Galleria Storica dei Vigili del Fuoco raccoglie una splendida collezione di mezzi e materiale Pompieristico, manifesti e documenti che partono dal 700 per arrivare ai giorni nostri.

Nell’atrio di ingresso del cortile si presenta una cucina da campo(Biffani 5002 a gasolio) usata in diverse calamità tra cui il terremoto dell’Irpinia nel 1980.

Entrando nel cortile si vedono alcuni mezzi nautici: Motolancia Antincendio VF 19 del 1940 usata nel porto di Cagliari, un gozzo del 1940, una APL VF 285 già in servizio al distaccamento di Adria, per l’attività di soccorso nei bassi fondali fluviali una barca in alluminio del 1936 con un sistema di galleggianti antiribaltamento ed un motore fuoribordo Kowacks del 1939 ed una Barca Torino del 1950 su carrello da traino.

Nell’ingresso della Galleria fanno bella mostra 2 biciclette del 1903 attrezzate con lance e tubi, sul fianco una vetrina con elmi a pennacchio di origine Francese ,un antesignano sistema per la protezione dal fumo il tutto databile fine 800, cosi come alcune ampolle progenitrici degli attuali estintori.

Si accede quindi ai primi tipi di pompa (macchine idrauliche semplici a pistone) dalle diverse dimensioni e portate, montate su una vasca oppure su carri trainati a mano o ippotrainati.

Sempre condotti da cavalli sono i primi carri atti al trasporto di uomini e materiali ed un accurato carretto lettiga fatto interamente in legno, risalente ai tempi della battaglia di Solferino, quando su quei campi Henry Dunant fondò la Croce Rossa.

L’esposizione mostra i vari sistemi di rifornimento idrico: le gerle e le brente dei brentatori (antico ordine dei portatori di uva e vino che all’occorrenza diventavano fondamentali per trasportare l’acqua nei luoghi colpiti dal fuoco. Botti in legno o lamiera ippotrainate sempre del XIX secolo.

Con l’utilizzo del vapore le pompe trovano il loro movimento grazie a macchine come la “Merry Weater” seconda metà 800, montata su carro trainato da cavalli, così come i diversi tipi di scala : Brambilla- Chepi & Vaccari,Paolo Porta ed un primo modello di Magirus 4 a volate.

Si arriva quindi all’esordio dei motori a scoppio di inizio 900:

  • AUTOPOMPA FIAT 507 - 1927 fresca di restauro e presto in esposizione
  • FOTOELETTRICA su FIAT R59 - 1965
  • APS   FIAT 666 N 7 - 1948
  • AUTOCARRO OM CL 25   4 X 4 - 1952
  • AUTOSCALA METZ K SU TELAIO 640 N - 1949  
  • APS   FIAT 640 N  - 1949
  • AUTOSCALA ALFA 500   - 1936
  • AUTOSCALA MAGIRUS   colore originale -1924
  • AUTOCARRO FIAT 605  512  - 1927
  • TR SPA TL 37 COLONIALE  - 1938
  • A.C.T.   CL 39 SPA  - 1939
  • AUTOVETTURA FIAT 514 C ARDITA - 1933 
  • AUTOPOMPA FIAT 614 L  - 1930 
  • AUTOPOMPA SEAGRAVE - 1924
  • AUTOPOMPA FIAT 15 TER - 1914 
  • AUTOPOMPA FIAT 502 E - 1923 
  • AUTOPOMPA SPA 25-10 - 1929
  • AUTOBOTTE FIAT 621 P  - 1932 
  • AUTOPOMPA OM LOC - 1940
  • AV 508 C COLONIALE  - 1938
  • ACT LEGGERA FIAT 1500 6C  - 1936
  • APS   FIAT 626 -1939
  • AUTOSCALA FIAT 626 - 1940 
  • CAMPAGNOLA (ALFA MATTA) AR 51 - 1951
  • APS   FIAT 640 N S.I.E. - 1949
  • AUTOSCALA FIAT 634 - 1934
  • AUTOLETTIGA FIAT 1100 BLR - 1942
  • MOTOCARRO GILERA  - 1933
  • AUTOGRU MACK N04 portata in Italia dall’esercito americano nel 1943, ultimo lavoro di restauro eseguito da Bruno Benfatti, presentato per la festa di Santa Barbara del 2010

Non mancano i mezzi anfibi: GMC anche questo portato in Italia dall’esercito Americano nel 1943, riadattato per l’uso di soccorso nelle alluvioni, così come il piccolo VOLKSWAGEN 166 “SCHWIMMWAGEN del 1942 di chiara origine Tedesca

L’elicottero AGUSTA BELL 47 G 3B-1   del 1956 Utilizzato dall’eroico Comandante Rinaldo Enrico (perito tragicamente nel 1973), nella stessa sala sono esposte le 4 motociclette (Guzzi V7 del 1967, Guzzi Falcone del 1950 e del 1971, Benelli 500VL), inoltre 3 Sidecar (Gilera VLE 1940, Renè Gillet Paris 1931, Guzzi Alce coloniale 1938). Molti di questi mezzi citati sono ormai rimasti pezzi unici.

Ricco anche il parco delle più diverse motopompe rimorchiabili (a cominciare dalla Tamini del 1908)

Inoltre: attrezzistica di ogni genere, divise storiche dei Civici Pompieri e degli specialisti dei Vigili del Fuoco.

I più disparati tipi di elmetto usati nelle diverse epoche, in Italia ed all’estero.

Documenti storici e pubblicazioni varie, testimonianze fotografiche di fatti d’epoca , manifesti dei diversi convegni Pompieristici antecedenti la nascita del Corpo Nazionale.

Trofei e riconoscimenti sportivi

Una tra le più complete raccolte dei modellini dei mezzi antincendio e ……….tanto altro ancora.

 

Foto: Colangelo, Benfatti, alcuni mezzi nel Museo, iniziative organizzate

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Lo scorso 11 settembre a Spoleto, nella Sala della Resurrezione della chiesa di S. Gregorio, è stata presentata la pubblicazione “La Scala romana dei Pompieri di Spoleto” ideata da tre figli di Vigili del Fuoco di Spoleto - Franco Benedetti, Stefano Bonilli e Carlo Restani - edita a cura della Sezione di Perugia dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, con il patrocinio del Comune di Spoleto e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto. La pubblicazione, composta da notizie storiche, note tecniche, illustrazioni, fotografie e filmati, testimonia l’utilizzo di questa attrezzatura da parte dei Vigili del Fuoco di Spoleto sin dai tempi dei “Civici Pompieri” fino ai giorni nostri.

La cerimonia, a cui hanno presenziato tra gli altri, il Sottosegretario al Ministero degli Interni On. Gianpiero Bocci, il Capo del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco Ing. Gioacchino Giomi, il Prefetto di Perugia Dott.ssa Antonella De Miro e il Sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, è stata accompagnata dalla visione del filmato delle esibizioni del montaggio della scala romana nei diversi periodi storici, che ha suscitato forti emozioni e molta ammirazione.

Al termine della presentazione, in Piazza Garibaldi – dove sin dal mattino era stata esposta la scala romana controventata di 25 metri già montata – un Vigile del Fuoco ha effettuato la salita rendendo omaggio, per l’occasione, ai Vigili del Fuoco statunitensi caduti nell’attentato alle torri gemelle di New York di cui proprio in quel giorno ricorreva il 14° anniversario.

Successivamente ha avuto inizio una “Pompieropoli”, organizzata congiuntamente dalle Sezioni di Perugia e Terni dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, riservata ai bambini che vogliono provare l’emozione di esercizi di solito svolti dai Vigili del Fuoco per ricevere, poi, il diploma di “Pompiere per un giorno”.

IL PRESIDENTE Franco Eugeni

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L' ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO RADIO DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO 

L'efficacia del servizio di SOCCORSO dei Vigili del Fuoco, dipende da diversi fattori, tra i quali più importanti sono certamente la rapidità d’intervento e la conoscenza dell'effettiva natura del sinistro.

ln questo contesto le comunicazioni RADIO TLC (TELECOMUNICAZIONI) assumono un ruolo determinante tra le unità operative ed il Comando Prov.le in quanto, infondono al personale che esegue l'intervento, una sensazione di fiducia e di sicurezza, perché in caso di situazioni complesse, possono disporre immediatamente di tutte le risorse del Comando stesso (personale, automezzi e materiali), le quali saranno impiegate con il massimo rendimento per interventi rapidi.

Per impiegare con profitto e sicurezza la rete RADIO di TLC, negli anni 60 fu creata un' organizzazione che doveva provvedere all'installazione, alla riparazione, alla manutenzione e all'aggiornamento di tutte le apparecchiature impiegate per la realizzazione dell'intera struttura costituente le reti radio TLC del CNVVF.

A tale scopo, in quel periodo, sono stati istituiti i LABORATORI RADIO Dl ZONA, con una struttura Centrale, per la parte Direttiva presso il M.l.-lspettorato per le Telecomunicazione e per la parte Tecnica presso il Centro Radio - ROMA.

I Laboratori Radio di Zona vennero collocati maggiormente presso i Comandi Provinciali capoluoghi di Regione, con organici composti da tecnici dei Vigili del Fuoco specializzati nelle Radiocomunicazioni e nell'Elettrotecnica; gli stessi però partecipavano, con i colleghi della sede di servizio, dove era ubicato il Laboratorio Radio di Zona, anche alle varie attività istituzionali e di soccorso.

Dopo alcuni anni la Direzione Generale Servizi Antincendi del M.l. riconosceva (con Decreto Legislativo) che il Servizio TLC era strettamente collegato all'attività di soccorso.

Pertanto, i Tecnici VVF dovevano dedicarsi solo alle attività del Laboratorio Radio, impiegando il loro tempo di Lavoro all'importante servizio TLC e seguire l'evolversi delle tecnologie di nuova generazione, frequentando Corsi di aggiornamento presso il CENTRO RADIO ROMA.

Però, oltre all'attività di propria competenza i Tecnici TLC, rimanevano sempre in contatto con i colleghi VV.F., rinforzando, qualora fosse stato necessario, le unità operative per interventi nelle grandi CALAMITA' NATURALI ed ANTROPICHE.

ll Laboratorio Radio di Zona della Regione MARCHE, fu istituito alla fine degli anni 60, presso il Comando Prov. le VV.F. di Ancona e vi rimase per oltre venti anni dopo di che, per ragioni logistiche e di organico fu dislocato presso il Distaccamento VV.F di Civitanova Marche (MC) dove tutt'ora è operante.

Le basi per il Servizio Radio TLC del CNVVF erano state gettate e ben programmate, ora si doveva iniziare a lavorare sul campo, cosa che i tecnici di ogni Laboratorio Radio misero subito in pratica.

La rete TLC del Corpo dei VVF. dispone di apparecchiature radio RT (ricetrasmittenti) FISSE, per le Sedi CENTRALI - VEICOILARI e PORTATILI per i mezzi e le unità di soccorso.

L'efficacia del collegamento Radio tra Ie stazioni fisse e mobili, è condizionata dalla curvatura terrestre e dalla conformazione orografica della zona, in quanto i segnali emessi dalle STAZIONI RADIO VVF si propagano nello spazio seguendo dei percorsi rettilinei

Per incrementare il raggio d'azione delle STAZIONI RT si usano i PONTI RADIO RIPETITORI, i quali essendo collocati in posizione elevata, possono ricevere, amplificare e ritrasmettere anche i segnali provenienti da STAZIONI più lontane.

Come si può immaginare, l'inizio del nuovo Iavoro per i Tecnici VVF, risultava assai difficoltoso e di grande responsabilità, perché stavano nascendo per la prima volta le strutture unificate delle Reti di Telecomunicazioni. mai esistite nel CNVVF.

Si creò così un filo conduttore che univa tutti i Laboratori Radio di Zona, con La Direzione Tecnica del CENTRO RADIO ROMA, per la fornitura dei materiali e gli aggiornamenti tecnici sulle reti TLC.

Si iniziò con le installazioni di apparati RT (ricetrasmittenti) per le STAZIONI FISSE nei Centralini di ogni Sede di Servizio, dotate di una antenna installata sul castello di manovra - montaggio degli apparati VEICOLARI su i mezzi e automezzi - dotazione per il personale operativo di apparati PORTATILI RT PALMARI - ed infine, istruzioni al personale VVF, sia per l'utilizzo delle apparecchiature RT che per l'uso corretto delle norme di procedura riguardanti il traffico radio.

L'attività lavorativa più impegnativa e faticosa per i tecnici VVF di ogni Laboratorio di Zona, risultava quella per Ia realizzazione dei P.R. (Ponti Radio), i quali come già accennato, dovevano essere collocati in posizioni molto elevate rispetto all'orografia del terreno.

Pertanto, essi furono installati sulle colline e montagne con varie altezze anche di 2000/3000 metri s.l.m.

Se nei siti idonei per il P.R. VVF. esistevano strutture adibite a P.R. di altri Enti (Polizia, Carabinieri, ecc...), si chiedeva, con le necessarie autorizzazioni, il posizionamento anche delle apparecchiature VVF.

Tali accordi permettevano, dove era possibile, di contraccambiare con i locali dei P.R. VVF.

Non trovando la possibilità di essere ospitati, si doveva ricercare un sito idoneo per la realizzazione di un P.R. VVF. seguendo le sottodescritte procedure:

  • Ricerca e sopralluogo del sito;
  • Rilevamenti topografici e fotografici;
  • Planimetria del sito con le distanze dal punto trigonometrico;
  • Autorizzazioni documentate all'Ufficio Tecnico della Regione, al Corpo Forestale, al Comune ecc...;
  • Ottenute tutte le dovute autorizzazioni, si iniziava il lavoro con scavi sul terreno per piattaforme cementate necessarie all'installazione di pali per il sostegno antenne, che a secondo del caso potevano variare da 6 a 24mt. d'altezza;
  • Realizzazione di una cabina in muratura per l'alloggio degli apparati elettronici;
  • Realizzazione di un impianto FARADAY, per la protezione di tutte le strutture del P.R. da eventuali scariche elettriche;
  • Cablaggio di linea elettrica da cabina ENEL (dove esisteva), altrimenti, alimentazione ausiliaria autonoma con energia prelevata da termocoppie a G.P.L., da generatori diesel o da pannelli solari;
  • Le difficoltà riscontrate per il trasporto dei materiali, in alcuni casi sono state superate impiegando i necessari muli da montagna dove erano presenti dei percorsi su carrarecce, mentre dove era presente neve, si utilizzava la campagnola 4x4 e alcune volte si caricavano i materiali negli zaini in spalla proseguendo il percorso a piedi;
  • Dopo circa una decina d'anni l’ispettorato per le Telecomunicazioni, autorizzava, i Nuclei Elicotteri VVF a collaborare con i Laboratori di Zona, per eventuali lavori nei P.R., superando in positivo tutte le difficoltà sopra descritte;

C’è da risaltare la fattiva collaborazione che i Tecnici TLC hanno trovato e trovano ancora tra i colleghi VVF (con i loro mestieri di muratori, carpentieri, ruspisti ecc.), appartenenti a quel Comando dove il P.R. risiede come competenza territoriale.

L’attività dei Radioriparatori viene coordinata dagli Ispettorati Regionali (oggi chiamati Direzioni Regionali) e gli interventi per riparazione, richieste da parte dei Comandi prov. li, vengono eseguiti previa autorizzazione degli stessi.

comunque, per assicurare il buon funzionamento delle RETI RADIO del CNVVF, i Tecnici dei Laboratori, seguono un programma ben definito per la manutenzione di tutti gli apparati TLC come da seguente schema:

PONTI RADIO = ogni mese;

STAZIONI FISSE = ogni tre mesi;

STAZIONI MOBILI = ogni sei mesi;

Nel tempo gli addetti ai LABORATORI RADIO Dl ZONA si sono tenuti sempre aggiornati sulle nuove tipologie e tecnologie delle Reti Radio Ricetrasmittenti, sia terrestri che satellitari, seguendo direttive e corsi Tecnici, presso il CENTRO RADIO ROMA.

Con queste poche righe si è voluto raccontare come è nato l’importante servizio TLC del CNVVF, ma soprattutto ricordare i TECNICI, in particolare quelli che ci hanno lasciato, perché con la loro opera lavorativa hanno collaborato a realizzare ed unificare, dalla prima pietra, le IMPORTANTI RETI RADIO R.T. (RETI PROVINCIALI, RETI REGIONALI, RETI NAZIONALI), del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

 

QUINTABA’ Ulderico ex CR, tecnico TLC in pensione.

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