Galleria Storica Nazionale dei Vigili del Fuoco di Mantova

da 25 anni presenta i suoi gioielli nella più grande esposizione permanente di mezzi, materiali e documenti riguardanti la storia dei Vigili del Fuoco

Nel prossimo anno il Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco di Mantova compirà il suo primo quarto di secolo. Sono ormai già passati 25 anni dalla creazione di questa Galleria Storica, una sorta di miracolo, per come in una piccola città di provincia, sede di un Comando VV.F. in cronica ed insanabile carenza d’organico, sia stato possibile realizzare e mantenere viva quella che si attesta come la più importante e completa realtà museale dei Vigili del Fuoco in ambito Nazionale, una esposizione permanente che nel suo specifico è da ritenersi tra le più prestigiose anche a livello internazionale.

Questa straordinaria avventura trova forma nel 1991, anno in cui il Corpo Nazionale dei VV.F. celebra il 50° anniversario della propria nascita,quando a Mantova da alcuni anni è comandante l’ingegner Nicola Colangelo il vero artefice di questo prodigio. Uomo nato e cresciuto tra i muri delle Caserme dei Pompieri; il padre Eduardo rimane uno tra gli indimenticati Comandanti nei primi anni della nascita del Corpo,diventato poi Comandante Generale del Corpo Nazionale negli anni 60. Per Nicola forse più dell’importanza del cognome che porta è l’educazione e la formazione culturale forgiata nell’ambito delle migliori tradizioni Pompieristiche ad alimentare la smisurata passione che da sempre rende viva la fiamma dei Vigili del fuoco nella sua mente ma soprattutto nel cuore. Non è certo il vivere in una piccola realtà di provincia, quale quella Mantovana, che pone limiti alle proprie ambizioni; grazie alla buona organizzazione del Comando, il buon amalgama di un personale appassionato del proprio lavoro e delle proprie tradizioni, un ottimo gruppo di Pompieri che all’occorrenza sanno trasformarsi anche in abili artigiani, sempre pronti nel far funzionare i vari laboratori sia in Centrale che nei Distaccamenti. Tutto ciò è alla base di una condizione ideale per chi non vuole porsi limiti nel pensare in grande e progettare imprese difficili anche per i più grandi ed autorevoli Comandi, sempre più frenati nel dover ottemperare a nuove ed ancor più pedisseque pratiche burocratiche.

A Mantova, in celebrazione del cinquantenario della nascita del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il 22 settembre del 1991 venne realizzata la più spettacolare tra le grandi manifestazioni tenute in ambito nazionale; in piazza Sordello, la piazza più grande e ricca di storia della città, venne eretto un castello di manovra di ben 5 piani all’ombra di quella che fu la reggia dei Gonzaga.

Quel giorno furono eseguite tutte le prove tradizionalmente in programma nei saggi delle SCA di Capannelle (ogni sorta di scala, di funi, di salti nei teli ecc.) , inoltre come epilogo: la simulazione dell’intervento di più squadre nello spegnimento di incendi, in un susseguirsi di scoppi, causati dai bombardamenti aerei. Il tutto venne realizzato con divise e mezzi d’epoca perfettamente funzionanti , nello stesso modo di come poteva avvenire durante la seconda guerra mondiale, in quelli che erano i primi anni del Corpo Nazionale dei VV.F..

Per questa occasione, quindi, una discreta parte di mezzi storici era già stata recuperata e resa efficiente. Il maggior artefice del lavoro di recupero fu Bruno Benfatti il braccio operativo dell’ing. Colangelo, un uomo che conosceva ogni segreto di quei vecchi mezzi e che era ancora in grado di far cantare quei motori come nei loro giorni migliori. Da parte dei due, qualche anno prima, era cominciata a 360° una accurata ricerca di tutto il materiale Pompieristico in disuso, mezzi ed attrezzature divenute logore, rimaste a marcire nei Comandi, spesso rottamate o perse. L’ appassionante lavoro di ricerca ed il significativo rapporto d’amicizia che andava sempre più cementandosi tra i due, portava Colangelo e Benfatti a scovare e raccogliere in ogni angolo d’Italia materiale destinato ad andare smarrito, distrutto o nel migliore dei casi affidato a rottamai o privati collezionisti. Catorci arrugginiti dal tempo, in seguito ad un accurato lavoro, ritrovavano l’antico splendore, motori ormai fermi da anni riacquistavano il vecchio ruggito, ottoni anneriti tornavano a splendere, mentre le ferite che il tempo aveva inferto alle parti lignee ricevevano le necessarie cure da parte chi in giovane età, prima di diventare Pompiere, aveva conosciuto la “bottega artigiana” ed era ancora padrone nell’arte del fare. Non facevano mancare il loro aiuto alcune aziende della zona e qualche privato mettendo a disposizione utili risorse per il recupero dei vari materiali.

Questa encomiabile opera ha permesso di poter salvare dall’oblio molti di quei gioielli che oggi splendono all’interno della Galleria Storica.

Grazie alla disponibilità ed all’instancabile lavoro del personale del Comando di Mantova, dei molti vigili che hanno transitato in quegli anni in queste sedi, fu possibile allestire la più completa raccolta di materiale VV.F. che fosse mai stata realizzata.

Nel momento in cui si profilò quindi la necessità di trovare il luogo adeguato per dar dimora a tutto quel considerevole materiale accumulato, grazie all’interessamento dell’allora sindaco di Mantova Sergio Genovesi, venne individuata l’attuale sede, appendice della reggia Gonzaghesca in quella che allora si chiamava piazza Arche, in seguito intitolata “Largo Vigili del Fuoco”.

L’ edificio era un vecchio stabile demaniale , una parte di questo era anticamente stato impiegato per le rinomate scuderie ducali dei Gonzaga prima, e Maria Teresa d’Austria poi (ancora oggi ne è riconoscibile l’impronta); l’altra ala più alta e spaziosa, ospitava originariamente il Teatro Vecchio, luogo deputato alla rappresentazione di commedie popolari, andato distrutto nell’attacco dei francesi nel 1797; negli anni successivi la struttura trovava i più disparati utilizzi.

A quel punto c’era tutto quanto necessario per far nascere il “ Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco”. Nel giro di qualche mese la struttura assunse l’aspetto pressoché attuale; ma questo grande successo non significava certo lasciare incompiuta l’opera di ricerca e recupero di mezzi ed attrezzature, cosa che ancora oggi continua, nonostante gli spazi siano diventati ormai insufficienti.

Per garantire la necessaria autonomia operativa nei confronti del Corpo e rispetto alle altre istituzioni, venne creata una Associazione con un suo statuto, i propri responsabili, l’iscrizione all’albo delle OdV e quindi da considerare come ONLUS. In seguito questa volontà di autonomia è stata ribadita in più occasioni anche rispetto alla nostra ANVVF dando la possibilità di gestire le varie attività ed il proprio bilancio in modo indipendente, anche se accade quasi sempre che: Comando, Associazione Storica, Associazione Nazionale collaborino strettamente per ogni manifestazione che viene presentata a Mantova. Questa scelta organizzativa, inoltre, non comporta l’affiliazione automatica degli iscritti alle due Organizzazioni, ma bensì la consapevolezza da parte di ogni socio, di voler appartenere ad una o entrambe di esse.

Questa è stata sicuramente una scelta felice, perché tra le due Associazioni mai è avvenuto il minimo screzio, le manifestazioni, organizzate insieme con successo, hanno sempre garantito qualitativamente un alto livello e la decisione presa da quasi tutti gli iscritti è stata quella di appartenere ad entrambi i sodalizi.

In questi 25 anni il Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco è vissuto pressoché interamente di solidarietà e volontariato, in primo luogo da parte dei vari Pompieri in quiescenza che ne garantiscono in modo encomiabile ed a titolo gratuito, la pulizia, la manutenzione dei mezzi e la puntuale apertura al pubblico nei fine settimana. Negli altri giorni, su richiesta,il Museo viene aperto alle diverse scuole ed ai vari gruppi provenienti dalla provincia e da ogni parte d’Italia. Le visite in un anno si attestano attorno alle 50.000 presenze, con un target che spazia dagli occasionali turisti in visita a Mantova che felicemente scoprono questo singolare Museo, ad un numero maggiore di appassionati della materia, che conoscendo il Museo solo grazie al web possono finalmente farvi visita. La parte più consistente di ospiti arriva dalle diverse regioni d’Italia, ma anche il numero di stranieri è considerevole, con appassionati e Vigili del Fuoco che giungono da ogni parte del mondo. E’ stata fatta la scelta di non far pagare un biglietto di entrata per non limitare gli ingressi del pubblico e cercare di stimolare la curiosità dei cittadini nel conoscere la storia dei Pompieri e di tutto quanto veniva fatto in passato per fronteggiare il pericolo del fuoco. E’ il cittadino a fine visita che, se vuole, decide di dare un contributo per il mantenimento di questa realtà, una struttura che non pesa economicamente sulle casse del Dipartimento, del Corpo VV.F. ed Amministrazioni Pubbliche.

In questo periodo di ristrettezze economiche è obiettivamente difficile pensare che dal Dipartimento o dagli Enti Locali possano partire consistenti finanziamenti volti ad ampliare e migliorare l’offerta espositiva, nonostante però siano ancora tante le potenzialità di sviluppo offerte dal posto; c’è la possibilità di recuperare l’intero piano superiore, completamente abbandonato da decenni , l’adiacente torre di Sant’Alò del 1370 e sono ancora numerosi i diversi mezzi in attesa di restauro. Le possibilità per arricchire la proposta sono ancora molteplici e sostanziose, sarebbe splendido poter programmare nel tempo, sulla base di alcuni lotti di finanziamento mirato, piani di ampliamento ed aggiornamento dell’offerta espositiva.

Il Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco essenzialmente non vuole proporsi come luogo dove si sedimenta la “polvere del tempo” ma come uno spazio vivo, sempre pronto ad accogliere ed a fondersi nelle diverse importanti manifestazioni che si svolgono a Mantova. Sono tante le iniziative in questi anni passate tra il cortile e le mura della Galleria Storica: incontri culturali, convegni, celebrazioni storiche, raduni d’auto d’epoca, motoraduni, attività per bambini, incontri conviviali, ritrovi tra varie componenti Pompieristiche nell’ambito Nazionale ed Internazionale, in un caleidoscopio formato dai più diversi appuntamenti.

Uno dei prossimi obiettivi potrebbe essere quello di dotare la struttura in modo ancor più adeguato alle visite delle scolaresche, con presidi didattici permanenti pensati per la conduzione di attività di tipo psicomotorio o di tipo formativo, con l’intento di sensibilizzare i ragazzi rispetto alle diverse tematiche della sicurezza. Sarebbe interessante dotare la Galleria dei VV.F. di un “impianto” del tipo “Casa Sicura” sperimentato a Pistoia, oppure, come avviene in alcuni grandi e moderni Musei internazionali, allestire punti attrezzati dove si possano organizzare, per gli studenti, elementari dimostrazioni pratiche sui basilari principi legati alla fisica e chimica del fuoco.

Aldilà delle diverse attività sin qui svolte all’interno della sede del Museo, inoltre, non sono poche le occasioni in cui i propri mezzi diventano i principali protagonisti nelle manifestazioni e raduni Pompieristici organizzati su tutto il territorio nazionale.

Purtroppo in questi 25 anni alcuni degli interpreti di questo miracolo (a cominciare da Bruno Benfatti) sono venuti a mancare. La disponibilità dei singoli, soprattutto i protagonisti della fase iniziale , comincia a ridursi anche a causa dell’innalzamento dell’età. Diventa pertanto fondamentale il saper coinvolgere le nuove generazioni di Pompieri ed appassionati in questa opera di volontariato, nel ricambio di uomini impegnati in questa indispensabile attività di tutela delle diverse testimonianze storiche, un patrimonio che non può assolutamente andare disperso. E’ pertanto necessaria una fusione intergenerazionale di persone che abbiano a cuore la propria storia, nella coscienza delle fatiche e sacrifici dei tanti che li hanno preceduti e nella consapevolezza che una corretta lettura del passato è la base essenziale per la costruzione di un migliore futuro.

Le nuove generazioni sono forse più attratte dalle imprese dei vari Fire Departments stranieri che affollano i vari social network anziché dei racconti epici, dei successi e sacrifici fatti da quei vecchi Pompieri che hanno fatto la storia del nostro Corpo Nazionale. Storie di gente abituata a lavorare sempre nella ristrettezza di mezzi, attrezzature e uomini. Forse anche per questo bisogna saper trovare il modo efficace per rendere sempre più moderna ed attuale la condivisione dell’enorme fardello di esperienze tramandataci dal passato. Fortunatamente non è comunque raro scoprire sul web anche molti filmati d’epoca: testimonianze dei Corpi di Civici Pompieri del primo 900 o degli anni iniziali del Corpo Nazionale dei VV.F., questo dimostra che l’attenzione e la passione per il “mestiere più bello del mondo” è sempre viva e coinvolge ancora tanta gente. Risulta pertanto compito fondamentale per Associazioni quali la nostra mettere a disposizione sinergicamente le proprie forze nel creare una rete di esperienze sempre più completa, che stimoli lo scambio di conoscenze, sappia raccogliere ed unificare le diverse “Eredità Storiche” utili per scolpire nel tempo i propri valori e le proprie tradizioni.

Una raccolta di mezzi e materiali che non trova eguali per la sua completezza

La Galleria Storica dei Vigili del Fuoco raccoglie una splendida collezione di mezzi e materiale Pompieristico, manifesti e documenti che partono dal 700 per arrivare ai giorni nostri.

Nell’atrio di ingresso del cortile si presenta una cucina da campo(Biffani 5002 a gasolio) usata in diverse calamità tra cui il terremoto dell’Irpinia nel 1980.

Entrando nel cortile si vedono alcuni mezzi nautici: Motolancia Antincendio VF 19 del 1940 usata nel porto di Cagliari, un gozzo del 1940, una APL VF 285 già in servizio al distaccamento di Adria, per l’attività di soccorso nei bassi fondali fluviali una barca in alluminio del 1936 con un sistema di galleggianti antiribaltamento ed un motore fuoribordo Kowacks del 1939 ed una Barca Torino del 1950 su carrello da traino.

Nell’ingresso della Galleria fanno bella mostra 2 biciclette del 1903 attrezzate con lance e tubi, sul fianco una vetrina con elmi a pennacchio di origine Francese ,un antesignano sistema per la protezione dal fumo il tutto databile fine 800, cosi come alcune ampolle progenitrici degli attuali estintori.

Si accede quindi ai primi tipi di pompa (macchine idrauliche semplici a pistone) dalle diverse dimensioni e portate, montate su una vasca oppure su carri trainati a mano o ippotrainati.

Sempre condotti da cavalli sono i primi carri atti al trasporto di uomini e materiali ed un accurato carretto lettiga fatto interamente in legno, risalente ai tempi della battaglia di Solferino, quando su quei campi Henry Dunant fondò la Croce Rossa.

L’esposizione mostra i vari sistemi di rifornimento idrico: le gerle e le brente dei brentatori (antico ordine dei portatori di uva e vino che all’occorrenza diventavano fondamentali per trasportare l’acqua nei luoghi colpiti dal fuoco. Botti in legno o lamiera ippotrainate sempre del XIX secolo.

Con l’utilizzo del vapore le pompe trovano il loro movimento grazie a macchine come la “Merry Weater” seconda metà 800, montata su carro trainato da cavalli, così come i diversi tipi di scala : Brambilla- Chepi & Vaccari,Paolo Porta ed un primo modello di Magirus 4 a volate.

Si arriva quindi all’esordio dei motori a scoppio di inizio 900:

  • AUTOPOMPA FIAT 507 - 1927 fresca di restauro e presto in esposizione
  • FOTOELETTRICA su FIAT R59 - 1965
  • APS   FIAT 666 N 7 - 1948
  • AUTOCARRO OM CL 25   4 X 4 - 1952
  • AUTOSCALA METZ K SU TELAIO 640 N - 1949  
  • APS   FIAT 640 N  - 1949
  • AUTOSCALA ALFA 500   - 1936
  • AUTOSCALA MAGIRUS   colore originale -1924
  • AUTOCARRO FIAT 605  512  - 1927
  • TR SPA TL 37 COLONIALE  - 1938
  • A.C.T.   CL 39 SPA  - 1939
  • AUTOVETTURA FIAT 514 C ARDITA - 1933 
  • AUTOPOMPA FIAT 614 L  - 1930 
  • AUTOPOMPA SEAGRAVE - 1924
  • AUTOPOMPA FIAT 15 TER - 1914 
  • AUTOPOMPA FIAT 502 E - 1923 
  • AUTOPOMPA SPA 25-10 - 1929
  • AUTOBOTTE FIAT 621 P  - 1932 
  • AUTOPOMPA OM LOC - 1940
  • AV 508 C COLONIALE  - 1938
  • ACT LEGGERA FIAT 1500 6C  - 1936
  • APS   FIAT 626 -1939
  • AUTOSCALA FIAT 626 - 1940 
  • CAMPAGNOLA (ALFA MATTA) AR 51 - 1951
  • APS   FIAT 640 N S.I.E. - 1949
  • AUTOSCALA FIAT 634 - 1934
  • AUTOLETTIGA FIAT 1100 BLR - 1942
  • MOTOCARRO GILERA  - 1933
  • AUTOGRU MACK N04 portata in Italia dall’esercito americano nel 1943, ultimo lavoro di restauro eseguito da Bruno Benfatti, presentato per la festa di Santa Barbara del 2010

Non mancano i mezzi anfibi: GMC anche questo portato in Italia dall’esercito Americano nel 1943, riadattato per l’uso di soccorso nelle alluvioni, così come il piccolo VOLKSWAGEN 166 “SCHWIMMWAGEN del 1942 di chiara origine Tedesca

L’elicottero AGUSTA BELL 47 G 3B-1   del 1956 Utilizzato dall’eroico Comandante Rinaldo Enrico (perito tragicamente nel 1973), nella stessa sala sono esposte le 4 motociclette (Guzzi V7 del 1967, Guzzi Falcone del 1950 e del 1971, Benelli 500VL), inoltre 3 Sidecar (Gilera VLE 1940, Renè Gillet Paris 1931, Guzzi Alce coloniale 1938). Molti di questi mezzi citati sono ormai rimasti pezzi unici.

Ricco anche il parco delle più diverse motopompe rimorchiabili (a cominciare dalla Tamini del 1908)

Inoltre: attrezzistica di ogni genere, divise storiche dei Civici Pompieri e degli specialisti dei Vigili del Fuoco.

I più disparati tipi di elmetto usati nelle diverse epoche, in Italia ed all’estero.

Documenti storici e pubblicazioni varie, testimonianze fotografiche di fatti d’epoca , manifesti dei diversi convegni Pompieristici antecedenti la nascita del Corpo Nazionale.

Trofei e riconoscimenti sportivi

Una tra le più complete raccolte dei modellini dei mezzi antincendio e ……….tanto altro ancora.

 

Foto: Colangelo, Benfatti, alcuni mezzi nel Museo, iniziative organizzate

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